La chimica delle erbe

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Tipi di preparazioni erboristiche.

Con le erbe si possono ottenere numerose preparazioni, talune accessibili e realizzabili in casa, altre che richiedono attrezzature e impegno altamente specialistico.

Le diverse preparazioni dei prodotti vegetali dipendono soprattutto dal tipo di droga che si deve impiegare: ogni pianta deve essere infatti somministrata nella forma più idonea a liberare i suoi principi attivi e renderli assorbibili dall'organismo.

Le varie formulazioni si possono ottenere a partire dalla pianta secca o dalla pianta fresca.

•Polveri: sono miscele di piante che permettono di utilizzare la droga vegetale in toto; partendo dalla droga secca, questa viene polverizzata il più finemente possibile e può essere assunta per via orale (come tale, disciolta in un liquido, oppure sotto forma di compresse) o può essere impiegata per uso esterno (ad esempio come polvere aspersoria).

•Estratti fluidi: si ottengono facendo macerare in alcool la pianta essiccata (estratti idro-alcoolici) o fresca (tinture madri) per un determinato periodo di tempo. Poiché si assumono a gocce (es. da 20 a 25 gocce 2 o 3 volte al giorno), sono molto utilizzati in quanto permettono di personalizzare la posologia a seconda delle esigenze del paziente.

•Estratti secchi: si ottengono essiccando gli estratti fluidi a temperature non elevate e in particolari condizioni (in genere mediante liofilizzazione). Evaporando completamente il solvente, cioè la parte liquida, si ottiene una polvere finissima e molto concentrata in fitocomplesso (per evaporazione parziale si ottengono gli estratti molli). Si differenziano dalle polveri vere e proprie per la maggiore concentrazione dei principi attivi. Generalmente sono somministrati introducendoli in capsule rigide (o ''opercoli'').

•Macerati glicerici: Si prepara mettendo a macerare in una miscela di acqua (20%) alcool (30%) e glicerina (50%) le parti più giovani della pianta: le gemme, i giovani getti non più lunghi di 5 cm. e talvolta le giovani radici, per determinati periodi di tempo. Il liquido viene poi diluito con acqua, alcool e glicerina secondo la proporzione di 9 parti di acqua, alcool e glicerina e 1 parte di estratto e viene utilizzato soprattutto in omeopatia. Per la preparazione dei macerati glicerinati si fa riferimento a quanto indicato nella Farmacopea Francese, poichè la Farmacopea Italiana non li prende inconsiderazione.

•Preparazione di un INFUSO:

Questo tipo di preparazione viene utilizzata per tutte le droghe ricche di componenti volatili, di aromi delicati e di principi attivi che si degradano con l’azione dell’acqua e del calore. Generalmente si tratta di fiori, gemme e foglie. Gli infusi si ottengono facendo bollire la quantità di acqua prevista e versandola subito sulla droga sminuzzata, già posta in un recipiente adatto. Si mescola, si copre e si lascia il tutto a contatto agitando di tanto in tanto, per un tempo medio di 10 minuti. Si filtra l’infuso ottenuto attraverso una tela o un colino a maglie strette. Il tempo di contatto influisce sul colore, sul gusto e sull’attività dell’infuso e può essere regolato da ciascuno a seconda dei propri gusti. L’utilizzazione degli infusi deve essere immediata.

•Preparazione di un DECOTTO:

Le droghe non aromatiche, che contengono principi stabili al calore, quelle costituite da radici, cortecce, semi ed altre parti dure meno penetrabili dall’azione dell’acqua calda, si adoperano generalmente in forma di decotto. Il decotto si ottiene gettando la droga sminuzzata nella quantità prescritta di acqua fredda; si copre e si fa bollire per 10-20 minuti circa. Si filtra quindi il decotto ottenuto attraverso una tela o un colino. Preparando piccole quantità di decotto è bene aggiungere un poco di acqua in più per compensare la perdita dovuta all’evaporazione. Anche i decotti come gli infusi, devono essere consumati moderatamente caldi o tiepidi, mai bollenti od eccessivamente freddi. Si bevono in tazze o in tazzine, si utilizzano per fare bagni ad alcune parti del corpo, se ne imbevono compresse di garza o di cotone da applicare sulla pelle.

•Preparazione di un ESTRATTO IDROALCOLICO:

Le tinture idroalcoliche consistono in un’estrazione per mezzo di un solvente composto di acqua e alcol. Il grado alcolico dipende dalla droga che si vuole estrarre, per le resine occorre alcol puro, per gli alcaloidi a 80°, per le mucillagini e le epatiche a 20° e 25°, per la quasi totalità delle altre a 60à circa. L’estrazione avviene in un sovente, in cui viene versata la droga finemente sminuzzata. Il tutto si pone in un recipiente a chiusura ermetica per circa 10 -15 giorni, agitandolo giornalmente. Trascorso il tempo previsto si filtra, si spreme la droga e si aggiunge ancora, facendolo passare sulla droga, la quantità di solvente necessaria per ottenere il volume finale prescritto. Si può assumere per via orale o può essere utilizzato come base per altri preparati.

•Preparazione di uno SCIROPPO:

Uno sciroppo è un estratto che contiene una notevole quantità di zucchero. Può essere usato a scopo terapeutico ed anche a scopo culinario a seconda del tipo di droga utilizzata.

Lo sciroppo contiene il 30% di acqua (al posto dell’acqua si può utilizzare anche una tisana), il 60% di zucchero di canna e il 10% di estratti idroalcolici. Si prepara sciogliendo a bagnomaria a circa 45àC lo zucchero di canna nell’acqua, si lascia poi raffreddare e si aggiungono gli estratti idroalcolici.

•Preparazione di un OLEOLITO:

Gli Oleoliti sono soluzioni oleose dove l’olio diventa solvente dei principi attivi delle piante officinali. Per l’estrazione è consigliabile usare un olio di ottima qualità che non si altera facilmente per assicurare una buona conservabilità all’oleolito. Si usano oli vegetali di oliva o di semi, i più adatti sono quelli di soia, mais, extravergine, vinaccioli. Un oleolito si prepara con 20g di pianta officinale, 100g di olio, 5-10ml di alcol puro. Dopo aver sminuzzato la droga si versa in un recipiente ermetico e si aggiunge l’alcol, si mescola il tutto e si aspetta 5 minuti. Si aggiungono poi 100g di olio e si mette a bagnomaria per 2 ore circa. Si lascia macerare la miscela per una settimana, si filtra e si reintegra l’olio mancante. Si può utilizzare come base per unguenti e creme. Gli oleoliti possono essere anche assunti per via orale e costituiscono un’alternativa all’assunzione di prodotti alcolici. Oppure possono essere applicati localmente in piccole quantità con un leggero massaggio.

•Preparazione di un UNGUENTO:

Gli unguenti sono facili da preparare. Sono composti dal 10& di cera d’api, dal 38% di burro di karitè, 50% di oleoliti e il 2% di oli essenziali. Per la preparazione si mette la cera a bagnomaria (circa 50-70°C) fino allo scioglimento completo. Si aggiunge poi il burro di karitè che viene anch’esso sciolto a bagnomaria. Si versano poi gli oleoliti e si mescola fino a completa omogeneizzazione del prodotto. Si aspetta che la temperatura scenda a 25°C e si aggiungono gli oli essenziali.

Creazione: 16/06/2014 - Ultima modifica: 16/06/2014
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